Corso per Operatore Ingegneria Naturalistica

 

Nell’ anno formativo 2011 la Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri onlus

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ha svolto nel Geosito un corso per Operatore

in Ingegneria Naturalistica


I moduli I1 e I3 del corso per Operatore in Ignegeria Naturalistica sono stati realizzati nell’ambito della Misura 111.2 - PSR 2007-2013.

La manutenzione delle attrezzature è stata effettuata presso l’antica Riseria Mulino San Giovanni di Fontanetto Po (Vc). Si ringrazia Mauro Gardano per la disponibilità.

Progettista: dott. for. Marco Carnisio

Capocorso: Stefano Magnetti

Istruttori AIFOR, unità formativa I1: Paolo Aimo,

Michele Bertino, Enrico Cravero

Istruttori AIFOR, unità formativa I3: Paolo Aimo,

Enrico Cravero, Alessio Maronero

Coordinatrice del corso: Sara Bacenetti

Responsabile del Corso: Pier Mario Giua

 

All’interno del Geosito, posto ai piedi della Rocca di Verrua Savoia, sono state realizzate

alcune opere di ingegneria naturalistica volte al recuper o ambientale dell’area.

Geosito di Verrua Savoia (TO)

  1. 9 - 13 maggio 2011

L’opera principale relizzata è una palificata a parete doppia che si sviluppa in lunghezza per circa 25 metri, per 1,5 m di altezza e altrettanti di profondità. Si tratta di una struttura autoportante con funzione di sostegno e consolidamento strutturale di pendii.

Per la sua realizzazione sono stati utilizzati pali scortecciati di castagno, disposti in una struttura a cassone riempita di materiale inerte e talee.

Il cassone è costituito da elementi longitudinali chiamati correnti e da elementi trasversali chiamati traversi.

Per una maggiore stabilità dell’opera sono stati predisposti adeguati ancoraggi con tondini in ferro ad aderenza migliorata.

Successione operativa:

• scavo sbancamento per la realizzazione di un piano di posa in contropendenza di circa 10°

• posa del primo ordine di correnti, di lunghezza pari a circa 4 m cadauno e diametro 25 cm

• giunzione longitudinale degli elementi mediante incastro e chiodatura

• realizzazione di ancoraggi alla base

• posa del primo ordine di traversi e fissaggio ai correnti sottostanti a interasse 1,5 m

• riempimento della struttura

• disposizione per strati contigui di talee e piantine radicate rustiche

• ripetizione delle citate operazioni per elevare la struttura fino a circa 2 m di altezza.

A fianco della palificata doppia è stata realizzata una palificata ad infissione, che ha le stesse funzioni di sostegno della scarpata, ma che si caratterizza per una più semplice realizzazione.

L’opera realizzata è costituita di due soli ordini di correnti, inframezzati da traversi di castagno appuntiti ed inseriti nella scarpata mediante la benna dell’escavatore.

Successione operativa:

• scavo sbancamento per realizzazione piano di posa in contropendenza di circa 10°; considerato che l’opera è infissa, lo scavo è limitato a quanto necessario per la posa dei correnti

• posa del primo ordine di correnti, di lunghezza pari a circa 4 m cadauno e diametro 25 cm

• giunzione longitudinale degli elementi mediante incastro e chiodatura

• preparazione e sagomatura a punta dei traversi

• collegamento dei traversi e fissaggio ai correnti sottostanti a interasse 1,5 m

• riempimento della struttura a strati

• disposizione per strati contigui di talee e piantine radicate rustiche

• ripetizione delle citate operazioni per elevare la struttura fino a circa 1 m di altezza.

Nelle vicinanze di queste due opere di sostegno sono state realizzate alcune opere di consolidamento versanti, come palizzate e gradonate.

Queste opere sono utili soprattutto per stabilizzare la porzione più superficiale del suolo: l’azione di consolidamento è data dallo sviluppo delle talee, recuperate dai salici abbondantemente presenti all’interno del geosito.

La differenza tra le due opere è la presenza di un corrente in legno di castagno nelle palizzate, mentre nelle gradonate le talee sono inserite direttamente nel terreno.

Successione operativa per realizzazione palizzata:

• realizzazione di banchina e profilatura versante

• infissione di piloti di ancoraggio costituti da tondini ad aderenza migliorata

• posa di correnti, di lunghezza pari a circa 4 m e diametro 25 cm, a monte degli ancoraggi

• fissaggio dei pali agli ancoraggi

• preparazione e sagomatura a punta dei traversi

• disposizione per strati contigui di talee e piantine radicate rustiche.

Le tre squadre di corsisti si sono alternate nelle varie fasi delle lavorazioni, in modo che ogni partecipante potesse svolgere parte di tutte le realizzazioni.

I1 - corso per Operatore in Ingegneria Naturalistica

 


 

 

 

 

 

 

 

 

La seconda unità formativa ha permesso ai corsisti di imparare tipologie

costruttive utili anche in casi di scarpate con elevata pendenza

Geosito di Verrua Savoia (TO)

23 - 27 maggio 2011

Con il corso I3, le opere precedentemente realizzate (palificata doppia e palificata a infissione), sono state sormontate da una grata viva. Questa tipologia costruttiva è una valida tecnica di sistemazione di scarpate, anche nel caso in cui ci siano elevati valori di pendenza. La struttura è costituita da una serie di tronchi verticali, aderenti alla scarpata, e distanziati tra loro di circa 1,5 metri. Su questi sono stati fissati, mediante chiodatura, dei tronchi orizzontali, costituendo così una maglia quadrata, simile a un quadro svedese.

L’ancoraggio alla scarpata è effettuato mediante tondini in acciaio, per una profondità di circa 1 metro.

All’interno di ogni quadro che si è creato, è stata posizionata della georete, in modo da creare delle tasche, successivamente riempite di terra fertile.

In questo modo è possibile passare alla rivegetazione dell’opera, mediante la messa a dimora di piantine radicate e successivamente con l’idrosemina.

L’idrosemina è la principale tecnica di inerbimento, eseguita con attrezzatura a pressione, con idoneo miscuglio di graminacee e leguminose.

La miscela aspersa è composta da acqua, sementi, concime, collante e cellulosa.

A completamento delle opere è stata realizzata una canaletta in legname e pietrame per convogliare le acque meteoriche. Si è proceduto dunque allo scavo in allargamento della sezione dell’alveo e alla successiva infissione nel terreno di pali scortecciati, con angolazione corrispondente alla parete dello scavo. Questi sono collegati a elementi longitudinali posti alla quota di fondo alveo e alla sommità della sponda.

La struttura in legname così creata è stata infine riempita di sassi con funzione di rivestimento del fondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per informazioni e visite guidate: tel 0161 849144 – 0161 849112